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Probiotici: funzionano davvero? La risposta che pochi spiegano bene

Probiotici: funzionano davvero? La risposta che pochi spiegano bene

Negli ultimi anni i probiotici sono diventati tra i prodotti più richiesti in farmacia.
C’è chi li assume dopo gli antibiotici, chi per gonfiore intestinale, chi semplicemente perché “fanno bene”.

Ma la domanda più importante è: funzionano davvero?
La risposta è sì… ma non tutti allo stesso modo.

E soprattutto: non esiste un probiotico “migliore” in assoluto.

Il punto fondamentale: conta il ceppo
Molte persone pensano che tutti i fermenti lattici siano uguali.
In realtà, i probiotici sono composti da microrganismi diversi, chiamati ceppi, e ogni ceppo può avere caratteristiche e utilizzi differenti.

È un po’ come dire “farmaci”: non esiste un farmaco valido per tutto, dipende dal problema da trattare.

Per esempio:
● Saccharomyces boulardii è un lievito probiotico spesso utilizzato come supporto durante o dopo terapia antibiotica
● Lactobacillus rhamnosus è uno dei ceppi più studiati per il benessere e l’equilibrio intestinale

Questo significa che scegliere un probiotico “a caso” potrebbe non essere la scelta più utile per le proprie esigenze.

Probiotici: funzionano davvero? La risposta che pochi spiegano bene

Quando possono essere utili i probiotici?

I probiotici vengono comunemente utilizzati come supporto in diverse situazioni, ad esempio:

● dopo una terapia antibiotica
● in caso di alterazione della flora intestinale
● durante periodi di stress intestinale
● in presenza di gonfiore o irregolarità intestinale
● in alcune situazioni legate ai cambiamenti alimentari o ai viaggi

Naturalmente ogni situazione è diversa e, soprattutto se i sintomi persistono, è sempre importante confrontarsi con un professionista sanitario.

Non basta leggere “fermenti lattici”

Un altro errore molto comune è scegliere il prodotto solo in base alla pubblicità o al numero di miliardi presenti sulla confezione.

In realtà, oltre alla quantità, è importante valutare:
✔️ quali ceppi contiene
✔️ per quale esigenza è studiato
✔️ come deve essere assunto
✔️ per quanto tempo utilizzarlo


Anche la conservazione può fare la differenza: alcuni probiotici richiedono particolari condizioni per mantenere vivi i microrganismi.

Quindi funzionano oppure no?

I probiotici possono essere utili, ma il beneficio dipende da diversi fattori:
● ceppo utilizzato
● situazione specifica
● continuità di assunzione
● qualità del prodotto

Per questo motivo, il consiglio migliore è evitare il “passaparola” o gli acquisti casuali e scegliere il prodotto più adatto alle proprie necessità con il supporto del farmacista o del medico.

Conclusione
Quando si parla di probiotici, la vera domanda non è: “Qual è il migliore?”
Ma piuttosto: “Quale ceppo è più adatto alla mia situazione?”

Ed è proprio questa differenza che spesso determina l’efficacia reale del prodotto.

Dott.ssa Alina di Ronza
Farmacista ON AIR

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